So benissimo che prima di Nonna Ogg l'ha detto qualcuno di decisamente non trascurabile, tipo Amleto, ma ogni singola citazione che esce dalla testa e dalle dita di Terry Pratchett va citata con un certo orgoglio."Qualche volta bisogna essere gentili per essere crudeli"
Prima che possiate dire quello che avete in testa: no, non sono quel tipo di persona che si è messa a leggere Faletti o ad ascoltare Michael Jackson solo dopo che sono morti. Sono il tipo di persona che alla morte del suo scrittore preferito ha deciso di rileggere e di ricomprare (dopo averli raccolti con zelo e averli persi, uno dopo l'altro, chissà dove) tutto il possibile.
E Nonnina Watherwax sembrava essere un ottimo punto di partenza. Il punto di partenza.
A onor del vero, sarei dovuta partire dall'arte della magia, ma Sorellanza stregonesca è uno dei pochi Pratchett che non avevo finito, anni e anni fa, assolutamente senza motivo. E quindi sono partita da lì, con l'intenzione di proseguire con gli altri due libri della stessa serie.
Ecco, il problema con Terry Pratchett è che semplicemente non esistono parole soddisfacenti, quando si tratta di descrivere una delle sue opere.
Pratchett è (era) brillante, molto british nelle sue battute, denso di citazioni. E' uno di quegli scrittori che devi leggere almeno 4 volte nella vita, ricominciando da capo ogni volta, perché sai benissimo che ti sei perso qualcosa. Sai benissimo che la ricerca dell'ultima citazione non è ancora finita.
Ecco, questo è un ottimo esempio di calderone di riferimenti possibili e semi-impossibili da trovare.
Semi-impossibili, appunto, esattamente come il ritrovamento di questo libro in qualche libreria.
