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giovedì 10 dicembre 2015

L'elogio dell'egoismo (?)

Ho appena finito questo libro che è davvero una rivelazione. La storia di un signore anziano che se n'è sempre fregato della sua vita, di quella della moglie ed i figli, che vive in una piccola palazzina nel sud Italia e che crede fermamente che farsi i cazzi propri sia la soluzione.
Il problema è che, come tutti noi, non ci riesce.
È sempre troppo difficile fare finta di nulla davanti a ciò che ci succede nella vita.
E così il nostro signor Annunziata si immischia nei fatti del suo vicinato, della vita di sua figlia Sveva, e ne esce sempre con qualcosa di nuovo. Forse anche di buono. Forse.
Questo libro mi ha segnata perché molte sue frasi mi hanno detto molto. Tant'è che le ho fotografate e pubblicate su un social network. Molto spesso la trama dei libri non è così importante, quanto i concetti che passano attraverso di essi. E questo libro non è tanto un elogio dell'egoismo, come sembra inizialmente, ma piuttosto un grido di battaglia per lottare per ciò che ci rende felici. Fino anche allo stremo delle forze, dobbiamo lottare per la nostra felicità. Ma soprattutto sapere cosa ci renda felici, che è il lite-motive di tutto il libro. Il protagonista è giunto alla sua veneranda età a capire cosa gli piaccia e cosa no. Ci invita a capirlo prima di lui, in una situazione diversa, e di perseguire questa nostra felicità fino alla fine.
Lo consiglio davvero con il cuore, e dalla regia mi dicono che questo libro era in lista come libro migliore del 2015-o meglio, uno dei migliori.
A mio parere, titolo meritatissimo. Complimenti a Lorenzo Marone per l'ottima prova letteraria

giovedì 29 ottobre 2015

La magia delle storie brevi

Mi sono imbattuta in questo libro dal cellulare, premendo per sbaglio "Google Libri" invec edi Google Maps. (ma non avevi il Kindle? Diciamo che non ce l'ho più, come chi me lo aveva regalato). Non avevo più voglia di leggere, e questo libro mi ha rimessa in carreggiata. E' un libro cortissimo, ma ne vale davvero la pena.
E' una raccolta di brevi storie, tutte con una punta di sovrannaturale, una più bella dell'altra. Niente di pesante, se vi state preoccupando, non arrivano nemmeno lontanamente a spaventare nemmeno un bambino.
Perché tutte queste storie sono legate dal filone dell'ammore. Ebbene sì, sono tutti pippozzi romantici e, ci tengo a sottolinearlo, tutti etero.
L'ultimo racconto non è un racconto ma una lettera, dolce e meravogliosa, che lei scrive al suo uomo. E non dico nient'altro perché potrebbe essere spoiler, o semplicemente perché basta ripensarci per mettermi a piangere.
Mi ha fatto davvero molto piacere leggere di questa ragazza. Ha un bello stile, esattamente come piace a me -non ti assilla con le descrizioni, ti lascia libero spazio alla fantasia, lascia buona suspance, stile scorrevole e molto leggero. Tale da poter leggerlo in bus, in casa, in mezzo alla strada. Avrei dovuto finirlo in meno di ventiquattro ore, ma ho avuto troppa vita sociale in questi ultimi giorni. Questa ragazza mi è davvero piaciuta e so che ha scritto altro, perciò le rincorrerò sperando di poter fare un'altra bella recensione su qualcosa di suo
Io l'ho trovato gratis su Google Play Libri, e spero che capiti anche a voi così da potervelo leggere. Ne vale davvero la pena.
Alla portata di tutti, e nella challenge potete inserirlo come "libro di storie brevi" e forse anche altrove, ma avendo perso la mia lista non ricordo assolutamente le categorie.
In ogni caso, lo consiglio a tutte quelle anime perdute che credono che l'amore sia davvero solo una cosa da fiaba. E che chi troppo vuole, nulla stringa. Sappiamo di dire la verità, ma in fondo sognare costa solo una pagina in più
AmyJay

domenica 20 settembre 2015

L'uomo perfetto (non) esiste solo nei libri

In un momento di panico da "cosa metto nel Kindle per l'estate", ho rischiato aggiungendo la quadrilogia(?) di romanzi di Emma Chase, che inizia con un titolo non dei più promettenti:"Non cercarmi mai più".
A quella vista sono saltata su e mi sono detta:"Ma che c....". Così ho cominciato a leggerlo.
O donne femministe, NON LEGGETELO. Vi prego. Vi farebbe saltare i nervi, ogni singola parola.
Il tuto è scritto dal POV di LUI, sì, proprio lui, il signor "Quasi Mr Grey", come l'ho soprannominato.
La trama è semplice e come sempre scontata: lui ha tutto, poi arriva lei ed il suo castello di carte lentamente cade e si scardina, contando che lei è fidanzata con il Solito Sfigato, lui ha la solita Maggiore Sorella Stronza ed i suoi Amichetti del Cazzo che però gli vogliono tanto tanto bene e lo aiutano nelle difficoltà.
E...potete immaginare come va a finire.
Ma allora perché ne faccio una recensione che pare voler essere positiva?
Beh, più o meno.
Insomma, ragazze, a noi è da sempre stato insegnato che un uomo non si innamora, tendenzialmente. Forse perché non ne è capace, o forse perché non lo considera produttivo. Ma quando e se lo fa, è per sempre.
Ora...lui è il classico tipo che secondo me non si sarebbe mai potuto innamorare. Eppure, lo fa. Lo fa e si danna l'anima per dimostrarlo.
Il che mi ha posto una riflessione: ma si deve davvero arrivare alla canna del gas per dimostrarsi a vicenda il proprio sentimento? Rischiando di non parlarsi per giorni pur di capire chi ama chi e quanto?
Beh...io ho un personale consiglio da darvi. Convincete i vostri uomini a leggerlo.
Impossibile? Beh, parlate loro del fatto che le frasi sono elementari, che scopano tanto, che lui è volgarissimo e fa scassare dalle risate e penso che i giochi saranno fatti.
E perché devono leggerlo?
Perché se il signorino qui ha fatto di tutto per conquistare la sua lei, può farlo davvero chiunque. Almeno secondo me.
Ma sarebbe carino che lo capissero prima che voi minaccate di lasciarli...ihihihih
Romanzo erotico lo è, eccome, è lascivo e sentimentale al tempo stesso. E Drew, il protagoista, è pronto a stupirvi in tutti i sensi. Sì, perché parla con lettori e lettrici, ed è una cosa molto divertente secondo me.
Pensateci.

Amy

sabato 5 settembre 2015

Tutta colpa di certi romanzi - Elisabeth Maxwell


Avendo come preziosa regola generale quella di mettere l'immagine della copertina del libro, ho voluto cercare la versione in lingue originale del penultimo romanzo che mi è capitato tra le mani, di cui mi piaceva molto il titolo, che come al solito è stato tradotto con eccessiva fantasia.
Non conoscevo la Maxwell, l'ho trovata per caso tra gli scaffali di una libreria. Di solito non mi fido di libri che recitano cose riguardanti incontrare Mr. Grey da qualche parte, come suggeriva la copertina azzurra italiana, ma qualcosa nella trama mi ha incuriosito.
E avevo ragione.
Elisabeth Maxwell è un genio, o almeno sa scrivere molto bene. E' spiritosa, incalzante, maliziosa senza essere volgare. La sua protagonista, Sadie, è vero, assomiglia un po' a Bridget Jones - quella del film, decisamente meno insopportabile della sua versione letteraria. Scrive romanzi erotici per guadagnare i soldi sufficienti a mantenere se stessa e la figlia, ma non è che nella vita reale sia piena di uomini. Anzi, era sposata, con uno che l'ha lasciata quando si è innamorato di un altro uomo. E poi di un altro. E poi di un altro. E poi di un altro.
Un bel giorno, si ritrova con:
a) un intero capitolo non scritto da lei ma presente nel file di word contenente il suo ultimo romanzo;
b) un uomo bellissimo e decisamente confuso che non ricorda come si chiama tra gli scaffali del supermercato.
Riuscirà la nostra Sadie a scoprire come mettere tutto a posto, sia tra le pagine che scrive lei sia tra quelle che leggiamo noi?
Naturalmente sì, e per fortuna! Non amo i romanzi non a lieto fine.
Happily, appunto, ever after.

giovedì 16 luglio 2015

Away - Tamara Ireland Stone





Credo di essere profondamente gelosa del secondo nome dell'autrice. Non è che potrei chiamarmi così anche io?

Vi avevo già parlato di Stay (precisamente qui), il primo libro che racconta le vicende di Anna e Bennett, due squisiti ragazzini innamorati con un piccolissimo problema da risolvere: quella ventina di anni che separa le loro adolescenze. Mi spiego meglio: Anna vive nel 1995, va al liceo, si prepara per le sue gare di corsa e passa le sue giornate con genitori affettuosi, amici e il sogno di viaggiare per il mondo. Bennett vive nel 2012, va ad arrampicare con Sam, fa costantemente preoccupare i suoi genitori e ha il potere di viaggiare nel tempo. Ogni supereroe, lo sanno tutti, ha i suoi limiti, a maggior ragione quelli che non sono poi così tanto super: Bennett può arrivare solo al '95, appunto, l'anno in cui è nato. E l'ha scoperto nel modo più brutto possibile: perdendo sua sorella Brooke nel 1994, ad un concerto in cui si erano teletrasportati insieme. Ma non tutto il male viene per nuocere, infatti è solo così che conosce Anna, di cui si innamora.

Away è il secondo capitolo della saga. Se in Stay venivamo catapultati in mezzo ai pensieri di Anna, in questo secondo romanzo è Bennett a raccontare. Ho apprezzato un sacco il cambio di punto di vista, è interessante e particolare. Dieci punti alla Stone!
Se nprima abbiamo conosciuto Bennett con gli occhi di Anna, ora è Anna a palesarsi in tutta la sua dolcezza e fiducia.
I due innamorati dovranno affrontare nuovi problemi e sfide, sospesi tra il 1995 e il 2012, che procedono veloci, di pari passo nelle vicende raccontate dal protagonista, che vediamo crescere molto di più in questo volume che nel primo.

Ammetto di aver avuto paura, in un primo momento. Ho aspettato a comprarlo, non mi piacciono i seguiti. Me lo sono trovato tra le mani, e per fortuna non sono riuscita a resistere!
Consiglio di leggerli, tutti e due.

martedì 19 maggio 2015

Stay - Tamara Ireland Stone



  Cara Anna,
  non c'erano ragioni per cui tu mi potessi piacere. Siamo troppo diverse o troppo uguali - conoscendoti, direi più la seconda, e lo sanno tutti che le persone simili si tengono lontane come la peste. Sei testarda, fai una tragedia di qualunque cosa, continui a tornare sui tuoi passi e sulle cose che lui ha detto/fatto/pensato, esattamente come faccio io quando c'è di mezzo l'amore della mia vita.
 Scrivi in prima persona, e credo che questo più di ogni altro sia il Motivo per cui non dovrei essere qui a scriverti perché, sai com'è, magari ogni tanto avrebbe anche potuto essere interessante sapere cosa pensava Bennett di tutta la faccenda, o Justin, che ti è morto dietro per duecento pagine senza nemmeno avere uno spazietto per dire beh.
 Ci siamo salutate ieri. Mi hai persino fatta un po' commuovere, verso la fine.
 Già mi manchi.
 Anna, Anna: come hai fatto? Come sei riuscita a trasformare una storia d'amore adolescenziale in qualcosa di nuovo, fresco, in qualcosa che ti trascina tra le pagine? A me le protagoniste femmine non piacciono. Non mi piacciono nemmeno i personaggi femminili secondari (se conoscessi Beka, sapresti di cosa parlo). Non mi piacciono nemmeno le donne che scrivono, salvo rare eccezioni.
 Tu sei una di queste.
 E per questo volevo ringraziarti: è stato bello viaggiare con te e Bennett, lui è forte, sono sicura che vi divertirete insieme (ad esempio nel secondo libro, che non comprerò finché non lo trovo usato).
 Ci vediamo presto (forse), o almeno quando si decideranno a stampare Away in economica.
 Tua,
                                                                                                                  Liza

domenica 17 maggio 2015

Ciò che ti rende diverso ti rende pericoloso

Nel secondo capitolo della saga di Divergent, Tris e Quattro (al secolo Tobias) scappano nella terra dei Pacifici e qui scopriamo tutte le funzioni di questi mistici "sieri", e scopriamo che sono uno per fazione: gli Intrepidi hanno quello della paura, i Pacifici quello della Pace, i Candidi quello della verità...e ci mancano Eruditi ed Abneganti, che sono il piatto forte che va gustato per certi versi alla fine e, SPOLIER, per certi versi nel prossimo capitolo. Jeanine Matthews è una cattiva con i contro cazzi, penso una delle migliori mai incontrate in una saga del genere. Fa parlare molto di se, si mette molto in azione, e vorresti ucciderla ad ogni mezza frase. (Piccola nota: il fatto che abbiano scelto Kate Winslet per la parte nella versione cinematografica secondo me è una grande STRACAVOLATA. Pazienza!).
La cosa che mi è un po' dispiaciuta di questo capitolo sono i drammi mentali della protagonista, che in un certo senso creano suspance ma dall'altra, secondo me, l'autrice ha un tantino esagerato. L'avrei voluta più impulsiva, più pazza a tratti. Usando il suo lutto, si poteva "venderla" meglio. Tra l'altro, c'è un tradimento nel libro che mi supera, a livello emotivo, la rabbia provata nei confronti di Murtagh di Eldest -sì, gli ho portato rancore fino a qualche settimana fa XD-. I personaggi sono tutti molto ben delineati, ed anzi hanno ognuno la sua personalità perfettamente delineata nel corso della storia. Solo Tobias e Tris sono più tendenti al cambiamento, o meglio a delle modulazioni del carattere portati da certi avventimenti. In effetti succedono non poche cose: dalle fazioni l'una contro l'altra al completo "sfascio" delle stesse, alla scoperta alla fine del libro della vera origine di questo mondo che è, indovinate, stato deciso a tavolino da qualcuno che...chissà dov'è. Ma si sa che vuole i Divergenti. Ma non per ucciderli, piuttosto...per far si che loro li aiutino. Si svelano diversi altarini, come il passato di Quattro, del padre di Tris, di Jeanine e di Marcus Eaton-padre di Quattro. E devo ammettere che mi è piaciuto TUTTO, tutte le idee che Veronica Roth ha tirato fuori sul passato di lui e di lei. Soprattutto di Jeanine, che ho insultato pesantemente per tutto il tempo.
Coraggiosissima scelta dell'autrice nello scegliere di svelare chi fosse Divergente in determinati momenti, e soprattutto l'ho detestata quando, oltre al tradimento su citato, mi ha mosso un certo personaggio che (per mille serpentelli velenosi, lui) mi salva la situazione meglio di Luke Skywalker in "Una nuova speranza". I caduti di questo capitolo sono molto ridotti, anche perché ce ne sono stati di troppo grossi nel primo libro ed alcune morti erano ancora da Digerire. Ma mi piace molto il modo in cui lei fa morire i personaggi senza tanti fronzoli e, se ci sono, è perché probabilmente sotto ai fronzoli c'è una bomba ad orologeria emotiva che fa impazzire il resto della compagnia -vedasi la relazione tra due donne svelata all'ultimo e commentata da nessuno. Ti adoro, Vero!
Boh, io continuo a dire che come saga mi piace un sacco. Ho già recensito Allegiant quindi è inutile fingere che io non sappia come va a finire, e scusate se ho invertito i posti ma era davvero importante per me dire per prima cosa qualcosa sul capitolo conclusivo.
Ora sta a voi! Io gli darei una possbilità!
AmyJay

Cio' che ti rende diverso ti rende speciale

E così si conclude il nostro viaggio, Tris. E non aggiungo altro, o sarebbe spoiler. Però...però non mi dispiace così tanto. Mi hai insegnato molte cose. E ti vorrò bene sempre. Grazie.

La saga di Divergent la catalogo tra i libri migliori che abbia mai letto. Sarò ingenua, ma secondo me nel mondo di oggi leggere questa saga può aprire gli occhi di molte persone.
Il mondo di Tris si fonda su pregiudizi, esattamente come il nostro: ci sono i Geneticamente Puri, GP, che hanno un patrimonio genetico completo, sano; e poi ci sono i GD, Geneticamente Danneggiati, ai quali sono stati tolti determinati geni -gene dell'omicidio, gene dell'egoismo eccetera...- e sono stati schiaffati in città sperimentali regolamentate dal sistema delle fazioni -Intrepidi, Candidi...eccetera. Ma c'è un chiaro riferimento al passato, e cioè al mondo attuale, dove in fondo non facciamo altro che prenderci a colpi di pistola per motivi futili come la religione, il colore della pelle, l'orientamento sessuale.
Ed a Tris, questa cosa non è piaciuta per nulla. Perché appunto, secondo lei, ciò che ti rende diverso non ti rende nè inferiore nè superiore a qualcuno. Ti rende speciale, unico, inimitabile. E quindi importante. E quindi da proteggere.
Poi c'è chi si ostina a non capirlo, chi vuole fare il capo per forza pur non sapendolo fare -e 'ho trovato un chiaro riferimento alla nostra situazione politica attuale-, c'è chi per salvare laspecie obbligherebbe tutti a riprodursi senza minimamente tenere conto dei sentimenti e dell'orientamento sessuale. Ecco, la cosa che mi è piaciuta di più di Veronica Roth è che parla dell'omosessualità ma senza sottolinearla, esattamente come descriverebbe una qualunque conversazione su di un qualunque argomento. E la cosa mi piace, perché a fare i leccaculo, perdonatemi, ostentando con fare anche un po' saccente nel proprio libro una politica gay-friendly secondo me non si è molto meno omofobi di chi invece sbandiera il suo dissenso. I diritti dei gay per me sono importanti, non vedo la diversità eccetera? Bom, due donne e due uomini nel libro stanno assieme. Chiuso. Viene fuori e nessuno commenta, se non un "non lo dire al capo che vuol farci riprodurre a forza con le femmine perché siamo entrambi GP". Chapeau!
E poi boh...per il resto, lo ammetto, la trama è un po' sempre tutta uguale. L'alternanza di punti di vista tra i due, Tobias(Quattro) e Tris, mi ha messa leggermente in crisi ma il peggio è alla fine (SPOILER: per chi avesse letto New Moon, più o meno succede la stessa cosa che succede a Bella quando Edward la lascia). E...beh, c'è davvero ben poco altro da dire. Se non che...mmmh...chi deve morire non muore mai, porca puttana! U.U Ok, scusate lo sfogo
Comunque, questa saga io l'ho amata e la stra consiglio. Sarò ingenua, sarò stupida, sarò quello che volete ma lei...lei è speciale. Tris è speciale. Forse perché la vedo molto simile a me, così testarda, ingenua, fatalista. Con le mani che le sudano sempre per le forti emozioni, questa sua impulsività a tratti davvero masochista, ma che alla fine la porta a scoprire sempre di più sul mondo ingiusto in cui vive. E monito per noi, essendo un distopico, che anche se scatenassimo l'ennesima guerra non miglioreremmo nulla. Anzi, finiremmo per distruggere il nostro mondo e la natura che è in esso contenuta.
Boh, spolliciate in su a più non posso come trilogia, che si legge in fretta e senza troppo dolore, e potete contrassegnarlo nella reading challenge come romanzo sul futuro, libro con una parola nel titolo, libro ambientato in un paese straniero...
A voi l'ardua sentenza, guys!
AmyJay

sabato 18 aprile 2015

Will ti presento Will - John Green, David Levithan



Ho detto una bugia, a me stessa, agli altri.
Ho dimostrato che sì, gli uomini che consigliano di non contraddire mai una donna, perché lo farà lei stessa in pochi minuti hanno ragione.
Ho detto: non leggerò mai un libro di Green.
L'ho letto, e mi sono innamorata.

Avevo già parlato di Levithan qui, e non potrei mai stancarmene. E' leggero, frizzante, sincero. Green lo precede o lo segue a ruota in questo libro in cui ciascuno dei due si occupa dei capitoli di uno dei due Will Grayson, che descrivono a turno le vicende della loro vita, che di tanto in tanto sono destinate ad intrecciarsi.
Ora farò una cosa che non faccio mai.
Un piccolo avvertimento: questo post contiene SPOILER.


I due Will non potrebbero essere più diversi, e i due autori hanno scelto stili di scrittura dissimili per evidenziare le loro personalità. Reagiscono in maniera diversa alla vita, agli errori, ai problemi. L cosa che ho più apprezzato è che nessuno dei due ha mai pienamente ragione. E' come se tutti e due partissero da un atteggiamento negativo, da una parte la depressione e dall'altra la finta indifferenza.
Questo libro è un ciclo di "non me ne frega nulla" raccontati al vento, perché nessuno di questi è completamente vero.
Uno dei due Will scopre che il ragazzo di cui si è innamorato su internet in realtà non esiste, e cerca in ogni modo di cancellare questa realtà dalla sua testa. Si interessa ad un altro ragazzo, e fa di tutto per rovinare anche quella relazione, bloccato nella sua convinzione di essere l'unico ad avere una vita difficile.
L'altro, che per citare il libro potrei definire come "a.w.g.", non si accorge di quello che prova per una ragazza finché non scopre che lei si sta risentendo con il suo ex.
E non si accorge di quanto il suo migliore amico sia importante per lui finché non si crea in lui la paura dell'abbandono.
I protagonisti di questo libro, alla fin fine, sono dei ragazzi normali.
Se chiudiamo gli occhi e cerchiamo di essere sinceri, eravamo tutti esattamente così.
Tutti noi siamo un po' Will Grayson.



giovedì 9 aprile 2015

Un angolo di paradiso

Lasciare questo libro per me è un po' come salutare un gruppo di amici con cui mi sono trovata benissimo, ma devo essere generosa e passarlo a qualcun'altro. Perché le cose belle si condividono.
Ho finito questo libro in poco più di 48 ore, e ogni volta mettere in pausa la lettura era un tormento. Da che cominci la vita di Enda's ti entra nelle vene, nella pelle, non puoi fare a meno di sentirti coinvolto in prima persona. E, lo ammetto, shippavo Marco con il suo nuovo amore da prima che loro capissero di piacersi. 
È davvero leggero, per quanto parli di malattie e crisi matrimoniali, e fa davvero molto ridere. Specialmente alla fine. Mi ha emozionata tantissimo ed è uno stile di scrittura scorrevole, almeno secondo me. Un piccolo scorcio di trama: siamo nel quartiere irlandese di Saint Enda's Terrace, dove vivono cinque famiglie tra loro molto unite ed intrecciate tra loro dalla strana usanza di giocare, in gruppo, al Lotto. Proprio questa loro abitudine creerà grande scompiglio, mettendo a nudo segreti e bugie di una piccola comunità che sfida la crisi economica europea nel modo più tradizionale (e passatemi il termine, romantico) che ci sia.
Lo consiglio caldamente e sono pronta a passare il testimone a chiunque delle mie colleghe autrici abbia tempo per leggerlo!

martedì 7 aprile 2015

Rispetto al film, è un altro pianeta

Dopo aver letto Twilight, non potevo non darmi alla lettura del suo seguito: New Moon. E anche in questo caso rispetto alle recensioni ricevute in merito ho avuto molto da dissentire.
Innanzi tutto, c'è la descrizione straziante di un amore che pare essere finito, ma ha ancora tanto da dimostrare. E c'è la storia di un'amicizia, sull'orlo di qualcosa di più, bloccata dal recente passato. Adoro, poi, il modo in cui l'autrice ha inserito i riferimenti a "Romeo e Giulietta", esempio calzante del rapporto tra i due protagonisti del precedente capitolo. I personaggi dei Volturi e di Carlisle sono molto meglio descritti che nel film, e soprattutto si scopre la vera storia del "padre" di Edward. 
Ho trovato straziante, davvero, il fatto che ne libro dopo che Edward lascia bella ci siano quattro pagine con solo i nomi dei mesi...altro che scena roteante dell'attrice davanti alla finestra mentre il paesaggio dietro cambia. Questo mi ha fatto stramazzare il cuore a terra, ed ho pianto almeno mezza giornata. E Jacob...beh, Jacob è diversissimo dal film. E su di lui e su Bella ho cambiato idea 25 volte nell'arco di 5 capitoli. L'ho accusata di usarlo, di esser euna puttana; poi l'ho perdonata, le ho detto che sarebbe andato tutto bene e di fare pace con lui; dopo la trasformazione, spaventata, mi sono messa dalla parte di Edward dicendole di starle alla larga -sì, parlo con i personaggi dei libri. E' terribile, me ne rendo conto!-. E poi, alla fine, mi sono detta che...basta aspettare il quarto libro per sapere come finisce. Per entrambi.
L'ho trovato scorrevole, avvincente, mozzafiato. E rispetto al film è davvero meraviglioso, consiglierei a tutti di leggerlo.
Ps: non faccio recensioni su "Eclipse" e su "Breaking dawn" per il semplice fatto che non mi hanno coinvolta tanto quanto i primi due. Li ho letti e sono comunque belli, la storia fila eccetera, ma avrei davvero poco da scriverci. Anche questa recensione non è delle più lunghe. In generale, come saga mi è piaciuta!
Amy

Non giudicare un libro dalla copertina (di cui altri lo rivestono)

All'inizio anche io ero un'anti twilighter: non amavo l'idea che la virile immagine del vampiro di Bram Stoker venisse distrutta da una "fatina sbrilluccicosa" come Edward. Poi, a dispetto dei pregiudizi, mi sono fatta prestare il libro e l'ho letto.
Ed ho pianto.
Ho riso.
Ho sentito tutte le sensazioni che sa dare.
E me ne sono innamorata.
Innanzi tutto, consiglio a chi ancora non l'ha letto di non prestare la minima attenzione al film: la Bella cinematografica a mio parere non ha nulla a che vedere con la Bella del libro. La ragazza di cui io ho letto è un'anima gentile, quasi principesca. E come ogni principessa, è disposta a fare di tutto per il suo amore, incondizionato, verso il suo cavaliere (oscuro).
Adoro il modo in cui la mente di Bella rimugini, come quella di ogni adolescente della sua età, e si soffermi con molta più maturità della sua età su temi più profondi. Adoro come l'autrice descrive, aiutata dal parlare in prima persona, i minimi dettagli di ogni situazione. Io che non amo molto le descrizioni in genere, in questo caso le ho trovate coinvolgenti. Adoro anche il suo stile per cui, in determinati passaggi, lascia un pathos molto forte.
Certo, la storia è piuttosto banale: lei ama lui, lui ama lei, l'amore è contrastato eccetera. Ma, hei, per citare una nota serie televisiva americana: un libro non può essere interessante se parla di una storia d'amore in cui tutto è perfetto, di passeggiate al parco e dolci conversazioni guancia a guancia. Un libro è interessante se parla di un amore in cui tutto va contro di esso. E poi, se posso dire, il personaggio di Jacob nel primo libro è davvero tanto, tanto, tanto marginale...il che fa supporre che nella versione cinematografica abbiano tentato di dargli più un tono per far emergere l'attore, più che il personaggio.
In ogni caso, spezzo con convinzione una lancia a favore di questo libro. Più di una. E' bello, avvincente, e molto romantico.
Super consigliato alle donne che credono che il principe arriverà, anche se sarà più un bel tenebroso su una (bella)automobile che un eccentrico damerino su un cavallo bianco.
Amy

martedì 23 dicembre 2014

Ragazze mancine - Stefania Bertola

 Devo ammettere che questo è il periodo delle letture leggere. Prima di sbilanciarmi sulla Bertola ho fatto quello che con la Gamberale non mi era riuscito: non mi sono fermata al primo libro, ho continuato a leggere per farmi un'idea un po' più completa.
 Oltre a Ragazze macine, a cui si riferisce il titolo, ho letto anche Biscotti e sospetti, prestato da un'amica, e La soavissima discordia dell'amore, finito circa cinque minuti fa. Mi sono piaciuti tutti e tre, ma devo dire che Ragazze mancine è quello che più mi ha colpito.
 Stefania Bertola ha uno stile particolare, un modo tutto suo di raccontare le storie e di far muovere i personaggi. Per quanto sia una lettura leggera, non è un'autrice che consiglierei a chiunque. Bisogna avere una certa elasticità di pensiero per lasciare che le cose scorrano, ma poi t'innamori, e non puoi più fare a meno di vedere come va a finire.
 Il particolare forse che mi ha più catturata è il fatto che ci siano dei piccoli dettagli che uniscono le sue storie.
 Oltre alla location, una città come Torino, che lei conosce bene, alcuni riferimenti, come l'ape dell'amore, citata sia in Ragazze mancine sia ne La soavissima discordia dell'amore.
 Ma veniamo alla trama: Eva e Adele sono molto diverse tra loro, hanno caratteri che talvolta trovano un'armonia, ma più spesso stridono. Sono loro due le protagoniste di questo romanzo, che racconta tutte le vicende che si attorcigliano intorno alla loro convivenza semi-forzata. Entrambe (oserei dire ovviamente) s'innamorano, ma alla Bertola non basta, non si ferma tutto qui: è uno specchio sulla società attuale, sulla ricerca della ricchezza e di una posizione sociale, su di quanto queste due cose si rivelino, alla fine, di poco conto; un racconto sulla difficoltà delle dinamiche familiari, su quanto sia difficile trovare qualcuno che, pur "costretto" da un legame di sangue, non scelga di fare il proprio comodo ma di aiutare un parente che chiede appoggio.
 Credo sia questo che, sostanzialmente, mi piace della Bertola: quel qualcosa in più che si può scovare tra le righe di ogni suo romanzo.

mercoledì 3 dicembre 2014

Quattro etti d'amore, grazie - Chiara Gamberale

 Quando si tratta di autori così vicini a me, e con una produzione che supera i due libri, sono sempre un po' restia a sbilanciarmi su quello che penso. La Gamberale è piuttosto conosciuta, è appena uscito il suo nuovo libro in collaborazione con Gramellini (che adoro), e io ho letto solo una piccola parte di tutto ciò che è uscito dalla sua penna - e dalla sua testa.
 Comunque sia, è stata una bellissima scoperta, per una come me che raramente legge romanzi scritti da donne, e raramente scritti da italiani.
 Le due protagoniste della storia sono Erica e Teodora, due figure molto diverse, che non riescono mai ad interagire veramente l'una con l'altra. Erica è una madre di famiglia con un passato alle spalle che nasconde qualche piccolo segreto, e Tea è un'attrice che sembra avere tutto ma che in realtà è avvolta da un velo di melanconiche difficoltà.
 Nessuna delle due è perfetta, nessuna è completamente all'interno di quello che si potrebbe definire uno stereotipo. Non sono personaggi di cui t'innamori alla prima riga, o alla prima battuta. Sono personaggi reali, pieni di sfumature, che talvolta adori, comprendi, e che invece capita che t'infastidiscano.
Il libro si legge in fretta, a me è capitato quasi di divorarlo. Vuoi arrivare alla fine della storia, una storia così simile al reale, come se sbirciassi la vita di qualcuno, mentre segui, una dopo l'altra, il corso delle pagine.