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venerdì 15 maggio 2015

Il cavaliere dei sette regni - G.R.R. Martin

Non nego di aver storto il naso quando mi sono trovata davanti questo libro la prima volta: Martin la pianti di cazzeggiare e ci dici come finisce LA saga??
Poi ho scoperto che i primi due dei tre racconti che compongono il volume sono stati scritti (e, altrove, pubblicati) ben prima che io iniziassi a leggere asoiaf, quindi non posso proprio lamentarmi.
E, in fondo, del vino aspro è meglio che non avere vino.
I tre racconti mi sono piaciuti,in particolare il primo e il terzo meritano il voto "Parlo con una persona e intanto penso a cosa succederà nella prossima pagina", un po' perché qualsiasi cosa parli di cavalieri e tornei merita cinque punti di default e un po' perché i due protagonisti sono adorabili.
Dunk, il cavaliere errante e nostro POV, manca un po' dello spessore psicologico (leggi quintalate di complessi) tipico dei personaggi delle Cronache ma riesce facile considerarlo un tratto caratteristico del personaggio, anche perché lui stesso si definisce "Dunk, dal cervello fino come le mura di un castello"; pare sia l'unico a prendere alla lettera il suo giuramento da cavaliere (ingenuo quasi quanto il Carota di Terry Pratchett) e di conseguenza l'unico a meritarsi di  essere un cavaliere.
Egg, il suo scudiero e principe in incognito, è un ragazzino che oscilla tra l'entusiasmo dello scudiero e l'acutezza-arroganza di un membro della famiglia reale, già avvezzo all'andamento del mondo: si rende conto delle implicazioni di qualsiasi mossa del suo signore e poi non esita a fare le peggio sciocchezze pur di trarlo d'impaccio.
I tre racconti sono piuttosto brevi e, nonostante un paio di occasioni difficili, non sono permeati dal senso di catastrofe che ho respirato negli ultimi volumi della saga madre (del resto, per sommi capi, si sa già come andranno a finire) e una bella boccata di ossigeno in Westeros ci voleva!
Non ho ben capito se sono stati ritradotti per quest'edizione o si siano mantenute le vecchie traduzioni, il che comunque non giustificherebbe errori tipo il Trono che in una pagina è di Ferro e trenta pagine dopo torna giustamente di Spade. Impegnati, Mondadori, puoi fare di meglio!

venerdì 8 maggio 2015

Io sono Febbraio - Shane Jones

Partiamo da una pacata ammissione: non sono in grado di recensire questo libro.
Lo rovinerei.
Ma sarebbe un peccato dimenticarsene.
Quindi, sulla fiducia: leggetelo.
E se la fiducia non vi basta, lasciatevi catturare dalla frase che mi ha convinto a buttarmi tra quelle pagine.

"Non saprei dirti se è una poesia, una favola o un romanzo. Ma è uno dei miei libri preferiti, e fidati, dopo averlo letto la penserai allo stesso modo."
E aveva ragione.